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| Domande & Risposte |
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1. Che cos'è un sottofondo?
Si definisce sottofondo l’insieme degli strati interposti fra il solaio e la pavimentazione di finitura atti a ripartire i carichi trasmessi dal pavimento alla struttura portante, livellare le irregolarità della struttura grezza, inglobare e proteggere eventuali tubazioni, contribuire ad isolare termicamente ed acusticamente differenti unità abitative.
A seconda della funzione e dello spessore il sottofondo può essere Monostrato o Pluristrato.
2. Che cos'è il massetto di finitura?
Si definisce massetto di finitura (o strato ripartitore di carico) lo strato, con spessori generalmente compresi fra 5 e 10 cm, di supporto diretto del pavimento che deve pertanto possedere tutti i requisiti che lo rendano idoneo a tale scopo (ad es.: superficie piana e adatta alla stesa di colle; che non presenti bleeding, cavilli e crepe; con il contenuto di umidità richiesto).
Può essere “di finitura” e quindi essere supportato da uno strato di alleggerimento/isolamento/compensazione. Se il massetto è invece l’unico strato presente fra il solaio e il pavimento è detto Sottofondo Monostrato.
3. Che cos'è un sottofondo bistrato o pluristrato?
Quando gli spessori complessivi eccedono i 10 cm il sottofondo è generalmente pluristrato in quanto sotto al massetto di finitura lo spessore rimanente è realizzato con uno o più strati che vengono definiti Strato di isolamento e/o di Alleggerimento e/o di Compensazione a seconda dello scopo per cui sono stati previsti: isolare, alleggerire o recuperare spessore. Il massetto di finitura deve essere scelto in funzione del tipo di pavimento da porre in opera; gli altri strati, in funzione delle esigenze progettuali, del tipo di solaio e di pavimento sovrastante.
4. Che cos'è una barriera al vapore?
Si definisce barriera al vapore lo strato impermeabile all’acqua e al vapore atto ad impedire la risalita dell’umidità dagli strati sottostanti sino alla pavimentazione. Viene utilizzata per salvaguardare strati di pavimentazione sensibili all'umidità da risalite idriche (per es. pavimenti in legno).
Può essere realizzato con membrane bituminose, con fogli di polietilene, PVC o alluminio. Nei sottofondi monostrato la barriera a vapore va posta sotto il massetto di finitura. Nei sottofondi pluristrato si inserisce, generalmente, tra il massetto e lo strato di alleggerimento nel quale saranno stati preventivamente inglobati eventuali impianti.
5. Che cosè il materassino acustico anticalpestio?
E' lo strato elastico atto ad assorbire le vibrazioni indotte sulla pavimentazione da impatti puntuali. Nei sottofondi monostrato lo strato di isolamento acustico al calpestio va posto sotto il massetto di finitura.
Nei sottofondi pluristrato si inserisce, generalmente, tra il massetto e lo strato di isolamento e/o di alleggerimento e/o di compensazione nel quale saranno stati preventivamente inglobati eventuali impianti. Tale soluzione costruttiva è chiamata “pavimento galleggiante”.
6. Quali sono le proprietà che il sottofondo deve rispettare per la buona riuscita di una pavimentazione?
In linea generale il sottofondo deve essere di idoneo spessore, resistente a compressione e compatto, planare e di elevata consistenza superficiale; a seconda dell’ubicazione, in esterni o in interni o su riscaldamento a pavimento, e della tipologia di pavimentazione il sottofondo dovrà possedere altre specifiche proprietà.
Le pavimentazioni sensibili all’umidità necessitano di un sottofondo che, all’atto della posa del parquet, non contenga umidità residua oltre i valori di sicurezza ≤ 2% in peso per sottofondi tradizionali e ≤ 3% in peso per sottofondi alleggeriti); è altresì importante che siano evitate possibili risalite di umidità dagli strati inferiori al sottofondo interponendo, tra supporto e sottofondo, un’idonea barriera al vapore.
Per le altre pavimentazioni è necessario, oltre a quanto già specificato in via generale, che il sottofondo sia a ritiro controllato ed indeformabile per ovviare a possibili cedimenti, fessurazioni e crepe che si ripercuoterebbero necessariamente sulla integrità del pavimentazione stesso.
Qualora il sottofondo venga a posizionarsi su sistemi di riscaldamento a pavimento, è fondamentale, oltre a tutte le necessarie caratteristiche già descritte, che possieda un elevato coefficiente di conducibilità termico in modo da favorire la migliore trasmissione del calore e sia particolarmente resistente e fibrorinforzato per contrastare le tensioni e sollecitazioni indotte dal sistema radiante.
I sottofondi in esterni dovranno invece essere resistenti nei confronti delle variazioni di temperatura e degli indotti stati pensionali ad essi legati senza manifestare indebolimenti né strutturali né tantomeno superficiali.
7. Quali sono i pavimenti rigidi?
Sono le ceramiche, il cotto ed il marmo: tali pavimenti presentano le minori esigenze nei confronti del sottofondo ed il massetto di finitura, per pavimenti incollati, deve possedere una resistenza a compressione almeno pari ad 8 N/mm2 e limitati fenomeni di ritiro.
8. Quali sono i pavimenti "morbidi" o "cedevoli"?
Sono linoleum, gomma, moquette: tali rivestimenti non distribuiscono i carichi concentrati e per questo motivo il massetto di finitura deve possedere un’elevata resistenza a compressione ≥ 13 N/mm2).
Tali pavimenti risentono altresì della presenza di eventuali lesioni nel massetto e pertanto è importante che quest’ultimo venga realizzato con prodotti a ritiro controllato e particolarmente curato nella sua realizzazione. Linoleum e gomma sono impermeabili all’umidità ed al vapore e quindi devono essere posati esclusivamente quando il sottofondo è asciutto ed in assenza di rischi legati a possibili risalite di umidità dagli strati sottostanti.
9. Quali sono le specifiche di posa dei pavimenti in legno?
E' necessario evitare risalite di umidità dal sottofondo o dagli strati sottostanti in quanto possono gravemente danneggiare i pavimenti in legno provocandone dilatazioni o imbarcamenti. I pavimenti in legno vanno posati solo quando il sottofondo non contiene umidità oltre i valori di sicurezza ≤ 2% in peso del massetto per sottofondi a base cementizia, ≤ 0,5% se a base anidrite).
10. Che cos'è un prodotto premiscelato?
E' un prodotto confezionato, tipicamente in sacco di carta o di polietilene, con gli inerti, i leganti e gli additivi necessari per conseguire in opera le migliori caratteristiche e prestazioni. La miscelazione richiede l'utilizzo esclusivamente di acqua seguendo i dosaggi e le modalità indicate dal produttore.
11. Come si misura l'umidità presente in un sottofondo?
Lo strumento idoneo per la determinazione dell'umidità è l’igrometro a carburo.
Tale strumento è molto affidabile perché si basa sulla reazione del carburo di calcio con l’acqua, che sviluppa acetilene; la pressione di questo gas viene misurata risalendo al contenuto effettivo dell’acqua libera (umidità) presente nel sottofondo.
12. Che cos'è un calcestruzzo strutturale leggero?
La normativa italiana in materia di calcestruzzi (Decreto 9 gennaio 1996 con annessa Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici del 15 ottobre 1996), attualmente in vigore, stabilisce che si possa definire “calcestruzzo leggero strutturale” un conglomerato cementizio a struttura chiusa ottenuto sostituendo tutto o in parte l’inerte ordinario con aggregato leggero artificiale, costituito da argilla o scisti espansi.
Non sono ammessi altri inerti leggeri di origine naturale o artificiale come polistirolo, lapillo, pomice o altro.
Il calcestruzzo così realizzato deve avere:
• una massa volumica a 28 giorni compresa tra i 1.400 e i 2.000 kg/m3
• una resistenza caratteristica a compressione Rck (a 28 giorni) non inferiore a 15 N/mm2
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